La
parola murgia deriva da murex che significa pietra aguzza ed e'
sinonimo di pascolo roccioso.
La
morfologia dell'Alta Murgia e' il risultato di una lunga erosione
dovuta soprattutto alle acque piovane che riescono a sciogliere
il carbonato di calcio delle rocce calcaree grazie all'anidride
carbonica contenuta. Dunque l'acqua piovana risulta essere l'artefice
del fenomeno del carsismo che caratterizza il paesaggio
pugliese.
Nell'Alta
Murgia si riscontrano quasi tutti i maggiori fenomeni del carsismo,
l'acqua, infatti, scalfendo le rocce, ha creato fratture, voragini,
depressioni carsiche dovute al crollo di cavita' sotterranee che
hanno dato origine a doline fra le piu' grandi d'Italia. Il fenomeno
carsico, di epoca remotissima, che tutt'ora continua a modellare
il terreno, e' favorito dalla quasi totale mancanza di terra rossa
e di vegetazione arborea. Un tempo le Murge erano ricoperte da
boschi e da macchia mediterranea; oggi ne rimangono solo dei resti.
Al posto dei boschi di quercia, il territorio murgiano offre un
paesaggio formato da terreni aperti a pascolo e saltuariamente
a seminativo. Regna l'allevamento delle pecore. I pascoli dominano
su terreni incolti, sassosi, spesso ricchi di piante aromatiche.Le
forme carsiche di superficie vanno dalla vallecola alle depressioni,
dalle conche carsiche, suddivise in doline e bacini, ai campi
solcati.
La
conseguenza del fenomeno carsico, nell'Alta Murgia, e' la totale
scomparsa di corsi d'acqua superficiali un tempo esistenti e citati
in vecchi documenti i quali indicano la presenza di lame, piscine,
laghi, fontane, torrenti e pantani.
L'Alta
Murgia inoltre, essendo priva di centri abitati, e' una delle
zone della Puglia che possiede meno vegetazione umanizzata, parliamo
infatti di pseudo steppa mediterranea; la fauna e' tra le piu'
inteteressanti della Puglia e d'Italia. L'aspetto attuale dell'Alta
Murgia e' il risultato di attivita' antropiche quali il disboscamento,
l'incendio, il pascolo, l'azione delle piogge attuali ed invernali
e l'erosione dei forti venti che soffiano sul terreno ormai povero
di vegetazione. Per lunghi tratti mancano centri abitati e la
popolazione locale, costituita ancora da contadini e pastori,
vive nelle masserie isolate, spesso distanti fra loro.